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Beppe Grillo: il profeta che non fa voto di poverta'. Alcune considerazioni in concomitanza con il suo 'v-day' Un paio di anni fa sono andato a sentire il Beppe nazionale a Ravenna e non nego di essermi piegato in due dalle risate. Ci saranno state 4000 persone e sentivi la forza di quest'uomo che riusciva a muoverle come un pifferaio con il flauto magico. E pensavo, bene, puo' fare qualcosa per portare un po' di ossigeno in questo acquitrino puzzolente della politica italiana. E del resto i soldi non gli mancano per fare qualcosa. Ogni spettacolo, 4000 persone a 25 euro, fanno centomila euro. E le spese sono poche, perche' non c'e' orchestra o granche' d'altro. E invece sono passati due anni e siamo ancora alla catarsi. Si ascolta Grillo per ridere della condizione demenziale in cui il paese di trova (e in cui si trova anche chi ride) ma da qui a far qualcosa di utile ci corre parecchio. Del resto e' assai piu' facile criticare che fare. E' vero, ci vuole anche chi critica e chi spinge al cambiamento profondo: distruggere per costruire. Oddio, certo che i profeti sono piu' credibili se predicano gratis. E onestamente un profeta che augura la morte a un altro essere umano (come ho letto aver fatto Grillo con De Michelis) non so se meriti di essere seguito. |
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