la bocca della verita Sito di studi politici di Massimo Portolani
(Dottore in Scienze Internazionali e Diplomatiche)
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La padella, la brace e i giovani tartassati

Fra tre giorni si vota. La mia sensazione è di dover scegliere fra la padella e la brace.
La TV ci ha propinato 'duelli' in cui il livello dei discorsi oscillava fra il patetico, il falso e il risibile con rilanci ad effetto, salti mortali per dire senza dire e totale assenza di ideali.

Ho 46 anni e rimpiango Pannella, Berlinguer, Craxi, Almirante e Andreotti. Questa legge elettorale, 'porcata' per definizione di chi l'ha presentata, ha messo in mano alle segreterie di partito tutto il potere ed ha depotenziato i candidati locali e gli elettori, impedendo l'espressione di preferenze. Una vera 'porcata', non c'è che dire.

Sarà bene cominciare a pensare al poi, visto che siamo in una situazione che pare in discesa libera e non credo ci sia possibilità di far cambiamenti con piccoli aggiustamenti.

C'è un problema fondamentale ed è la mancanza di ideali. L'unico ideale è il denaro e l'unica cosa impellente risparmiare, competere sui mercati, ridurre il debito. Un lavoro da ragionieri. Ma si sa che i ragionieri devono far di conto, per le strategie ci vogliono altre teste e altri obiettivi. Il risparmio e la riduzione del debito non possono essere obiettivi di vita, e senza un obiettivo e una motivazione che ci spinga a lavorare (con voglia) non progrediamo e non paghiamo i debiti.

Il secondo problema è la mancanza di spazio di manovra. La politica del governo italiano è vincolata dagli accordi in seno comunitario e internazionale. La libertà di movimento del capitale impedisce qualsiasi tassazione seria delle rendite, pena la fuga dei capitali. In mancanza di un obiettivo ideale, condiviso con (almeno) gli altri Stati della comunità Europea, sarà impossibile cambiare qualcosa. E del resto in assenza di ideali condivisi non si capisce cosa si stia a fare in questa società-comunità.

A parer mio, in Francia stiamo vedendo l'inizio della reazione dei giovani, tartassati e precarizzati, costretti a patire per mantenere diritti acquisiti (e a volte non propriamente meritati) di chi Ë in pensione. Non è possibile che, con metà della popolazione in pensione, spesso con trattamenti privilegiati dovuti alla manica larga (basata sul debito) dei governi degli anni '70 e '80, un giovane debba guadagnare 1000 Euro al mese e provar con ciò a metter su famiglia, e ci sia chi è in pensione da anni e ne prende 2000 o più, in virtù di privilegi acquisiti. Forse, se sono state fatte scelte non sostenibili, sarà bene ripensarle.
Certo non si deve penalizzare chi prende 500 Euro di pensione, anzi è necessario aumentare le minime, però occorre mettere un anche limite in alto. Probabilmente se si mettesse un limite massimo di 1500 Euro sulle pensioni pagate dall'INPS non si farebbe un torto a nessuno.
I soldi risparmiati possono servire a ridurre la tassazione sugli stipendi dei giovani, in modo da rendere più agevole il loro inserimento nel mondo del lavoro.
Il Presidente del Consiglio uscente si è vantato di un'iniziativa a parer suo di gran merito (iniziativa peraltro lodata anche dall'opposizione) ed è la possibilità, per chi dovrebbe andare in pensione, di rimanere al proprio posto guadagnando addirittura di più. Questa, a parer mio, è veramente un'infamia. Per la sola ragione di far risparmiare soldi all'INPS e scaricare un costo sul privato, si toglie un posto ad un giovane e si riduce l'efficienza delle imprese. Perchè, con tutto il rispetto, una persona di 25 anni, in un ufficio, può fare quasi tutti i lavori in una frazione del tempo richiesto ad una persona di 65.

Quello a cui assistiamo non è solidarietà intergenerazionale, è piuttosto voler far sì che i nonni affamino i nipoti. Questo mondo è in cambiamento continuo e non è possibile starsene isolati dietro una muraglia. Per affrontare il cambiamento ci vogliono i giovani.
Una nazione dinamica può generare le risorse per mantenere chi non è dinamico, ma, se chi ha potere di decisione in virtù dei numeri crede di poter penalizzare chi deve tirare la carretta, il risultato sarà amaro per tutti.