la bocca della verita Sito di studi politici di Massimo Portolani
Dottore in Scienze Internazionali e Diplomatiche
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Il referendum e la politica senza vergogna
Perchè uomini politici e alte cariche istituzionali invitano la gente a disertare le urne e nessuno si scandalizza?

In questi giorni di inizio estate 2005 stiamo assistendo ad uno spettacolo che non può lasciare perplessi chi abbia vissuto in Italia negli ultimi 40 anni.
Il 12 e 13 giugno ci sarà un referendum per abrogare alcuni controversi articoli della legge 40, sulla procreazione assistita, e anzichè vedere dibattiti sul perchè sia meglio andare a votare SI (per abrogare) o NO (per mantenere), ci troviamo di fronte a chi fa campagna per andare a votare SI, e quindi rimettere in discussione la legge, e chi dice di non andare a votare adducendo motivazioni quali: la materia è delicata e difficilmente comprensibile (sottinteso: per voi poveri cittadini ignoranti); questi argomenti non possono essere affidati a un referendum e devono essere discussi in parlamento (ove sono stati discussi per anni con un esito che evidentemente ha lasciato qualcuno scontento) e simili.
Ovviamente la realtà è che si sa che chi andrà a votare ci andrà perché vuole cambiare qualcosa e quindi si ritiene migliore la fuga, per far fallire il referendum, visto che nel nostro paese è indispensabile che voti il 50%+1 degli aventi diritto, perchè il referendum sia valido.
In pratica stiamo giocando ad un gioco in cui chi non partecipa vince. Come se una squadra di calcio che sa di perdere decidesse di non presentarsi alla partita, e così facendo vincesse!
Non voglio entrare nel merito dei temi referendari, quello che voglio evidenziare è il cattivo comportamento civico di chi fa propaganda per non andare a votare e le conseguenze che questo potrà avere sulla nostra società in futuro.

Quando nel 1991 Craxi invitÚ gli italiani a disertare il referendum ed "andare al mare", si udirono (giustamente) strilli da ogni dove, ed era ovvio. Come può un uomo politico, un parlamentare, invitare i cittadini a non compiere il loro diritto/dovere? Come potrà poi lamentarsi se questa tendenza continuerà e ci si troverà con percentuali di partecipazione al voto molto basse, tipo quelle americane?
Del resto le cose sono cambiate in seguito alla caduta del muro di Berlino. Prima era un dovere votare e chi non lo faceva non era considerato un buon cittadino, la tessera elettorale veniva inviata con cura ogni volta. Si voleva essere ben certi di portar gente alle urne per non far vincere i comunisti, che alle urne ci sono sempre andati in massa. Del resto questo problema - della sinistra che va a votare e del centro-destra che va al mare - deve averlo avuto ben presente anche il primo ministro Berlusconi se in recenti elezioni fece inviare un SMS per ricordare ai cittadini di andare a votare.
Oggi, che non c'è più questo rischio, per raggiungere i propri fini si pensa di poter manipolare anche la più fondamentale regola di un paese civile che sia veramente democratico: promuovere in ogni modo la partecipazione al voto.
Quando si dice che si può fare a meno di andare a votare si apre la porta a ogni sopruso, si anestetizzano le coscienze, ci si prepara al giorno in cui basterà influenzare un pugno di voti per raggiungere il potere. E del resto non è quello che sta accadendo oggi? La mancanza di ideali forti non sta forse facendo si che gran parte della gente voti in modo quasi 'causale', visto che non si capisce bene quale sia la differenza fra una parte e l'altra dello schieramento politico? In una condizione di questo tipo Ë facile ottenere e mantenere il potere controllando una minima parte dell'elettorato.
Il solo antidoto sicuro a scenari di questo tipo (in cui stiamo forse già entrando) è dire alla gente di andare a votare, votare SI o NO, non importa. Ognuno, magari dopo essersi informato, ha diritto ad avere le proprie idee ed è compito di uno stato di diritto il difenderle.
Quello che non deve essere fatto e che non può essere tollerato da chi ha a cuore questa Repubblica è che si permetta di fare una campagna che invita a non andare a votare, senza che nessuna persona di rilievo abbia modo di dire diffusamente su stampa e televisione quanto questo sia sbagliato.
Quelli che fanno questa campagna per l'astensione oggi, saranno le vittime di una campagna analoga domani, ma sarà troppo tardi.

Massimo Portolani (3 giugno 2005)