la bocca della verita Sito di studi politici di Massimo Portolani
(Dottore in Scienze Internazionali e Diplomatiche)
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Telecom e Alitalia: segni di cancrena per l'organismo Italia?

Da wikipedia: "La cancrena è un processo di necrosi caratterizzato dalla morte o dalla distruzione di una massa di tessuti, conseguenti a infezioni, traumi o ad alterazioni dei vasi sanguigni e dei nervi".

In queste belle giornate di Aprile 2007 non passa giorno senza che si parli del problema di Telecom Italia, che è in attesa di un compratore o comunque di un nuovo assetto che le permetta di ridurre i debiti e tentare di ricominciare a fare il suo lavoro, e di Alitalia, che invece forse ha più bisogno di un miracolo per resuscitarla o di un becchino per seppellirla.

Vorrei qui esprimere alcune modeste valutazioni che potrebbero essere la base per discussioni costruttive con chi volesse, che almeno ci aiutino a capire cosa è successo e cosa ci sta accadendo.

Il problema di Telecom Italia è vecchio di oltre un decennio, da quando la si è privatizzata malamente, consegnandola a chi non aveva probabilmente le risorse, la capacità e la volontà di farne un'azienda leader nel settore delle telecomunicazioni.
A parer mio la scelta migliore, fin dal principio, sarebbe stata quella di separare rete dai servizi che vi transitano. Questo perchè, visto che l'occasione fa l'uomo ladro, difficilmente chi possiede i fili e offre gli stessi servizi in concorrenza a chi i fili non li ha, non si approfitterà del suo vantaggio.
Si parla di non separare fisicamente la rete dalla gestione ma limitarsi a dare maggiori poteri sanzionatori ad un'autorità di controllo. Io credo che questo non risolverebbe la cosa o comunque porterebbe ad eventuali risultati sempre con estrema lentezza. Questi settori innovativi non possono affidarsi a procedimenti lenti, oppure la concorrenza diviene di fatto impossibile.

Non voglio entrare nei dettagli, ma limitarmi ad un'altra considerazione, a livello più macroscopico.
Sarebbe veramente meglio se Telecom fosse dello Stato? Personalmente non lo credo, con le condizioni in cui è lo Stato oggi.
Probabilmente finirebbe per essere il porto sicuro dove politici trombati potrebbero prendere lauti stipendi e da un punto di vista dei servizi non vedremmo, a parer mio, alcun miglioramento.
Di quando Telecom era monopolista, e si chiamava SIP (il telefono la tua croce!), non ho ricordi da giardino dell'Eden, anzi.
Allora perlomeno esisteva un'elettronica italiana, c'era Italtel e c'era Olivetti, che è stata completamente smantellata. Ricordo di essere andato a visitare uno stabilimento Italtel di Milano nel 1984 o 1985 perchè ci servivano circuiti stampati. Ricordo di aver visitato questa fabbrica bellissima e moderna, con gente che lavorava in ottime condizioni con macchine nuovissime mentre altra gente nella stanza di fianco giocava a carte. Chiesi all'ingegnere che mi accompagnava cosa stesse accadendo ed egli mi rispose che gli accordi sindacali prevedevano che con l'introduzione delle macchine si mantenesse comunque un certo livello di occupazione, per cui non sapendo cosa far fare a questi ex-lavoratori, si preferiva pagarli e lasciarli giocare a carte. Non trovai strano notare come l'offerta che ricevetti fosse completamente fuori mercato e infatti non se ne fece nulla.
Però è proprio vero che non c'è limite al peggio. Allora perlomeno avevamo aziende nel settore elettronico, con tutti i difetti che vivere a contatto con lo Stato procurava loro (Olivetti non era da meno nello sfruttare questa connivenza, ricordo un loro calcolatore obsoleto venduto al liceo scientifico che frequentavo allora, quando già si sarebbero potuti comprare, con molto meno, altri sistemi che stavano emergendo negli USA e che ebbero poi grande successo). Oggi non abbiamo più nemmeno quelle aziende, pur con tutti i loro difetti.
Per questo mi pare un pò difficile pensare che Telecom Italia possa contribuire allo sviluppo di questo settore visto che quasi tutti gli altri attori sono spariti.
Quello che è mancato è un piano strategico di lungo periodo. Ma, peggio ancora, non si è stati in grado di costruire un sistema educativo, politico e civile che selezionasse le persone capaci di elaborare e portare avanti questi piani strategici per il paese.
Tutto è stato fatto con politiche di brevissimo periodo, alimentando una continua incertezza che è la prima causa di blocco per qualsiasi grande progetto. Nessuno si mette a lavorare seriamente su qualcosa che produrrà frutti importanti in un futuro non immediato, se vede che chi governa ha un orizzonte temporale di settimane se non di giorni.

In questo caso sarebbe forse meglio che se la prendessero altri, purchè seri. Siamo in Europa e forse se Telecom finisse in mano a qualche grossa e seria compagnia Europea non credo sarebbe poi così negativo.

E veniamo ad Alitalia. Per vari motivi e disservizi ho smesso di volare Alitalia oltre 15 anni fa. Allora avevano buoni aerei e ottimi piloti (e hostess a volte non proprio servizievoli o comprensive). Purtroppo spesso era un delirio arrivare con un volo intercontinentale a Fiumicino o a Malpensa. Ci si poteva trovare con 4 Jumbo atterrati e 2 addetti al controllo passaporti, senza distinzione fra cittadini UE o EXTRA-Comunitari e con la certezza matematica di perdere la coincidenza. Disagio da imputare più allo Stato che alla compagnia, che comunque ne era vittima.
Ho trovato molto più conveniente usare altri aeroporti intercontinentali europei, come Francoforte, dove le cose procedono con molta più regolare fluidità.
Del resto con gli anni Alitalia ha ridotto sempre più i collegamenti. Il mio amico cinese veniva da Hong Kong con Alitalia, finchè hanno sospeso i voli. Un altro mio amico giapponese veniva da Tokyo, sempre con Alitalia e dal 2000 fino all'anno scorso ogni volta gli chiedevo, andato bene il volo? la risposta era: 'terribile! ma se continuano così andranno a fallire!'.
L'ultima volta ha cambiato compagnia perchè non ne poteva più.

E' una vergogna che uno Stato come l'Italia che è probabilmente la miglior destinazione turistica e culturale del mondo non sia all'avanguardia nei trasporti aerei. La compagnia di bandiera dovrebbe essere il fiore all'occhiello del nostro paese, invece mi risulta che i cinesi vengano in Europa con le altre compagnie europee e poi vengano spesso portati in Italia in corriera. Probabilmente li dotano anche dei panini, così non spendono un soldo da noi.

Anche qui, cosa dire? Lo Stato ha messo la sua quota di Alitalia in vendita, e questa è certamente una sconfitta per il paese, perchè la compagnia aerea dovrebbe essere parte del sistema in un paese orientato al turismo e le logiche dovrebbero essere logiche di interesse nazionale, di lungo periodo. Invece un acquirente non avrà alcun interesse se non quello di far profitto e farlo nel breve.

E qui bisogna chiedersi: non è che forse quello che sta accadendo a queste compagnie sia la spia di un'infezione del sistema, una cancrena, che ci porterà in rovina? Non è forse il risultato della mancanza di un piano strategico per il futuro del paese, che è evidente nel teatrino politico a cui assistiamo giorno dopo giorno, dove si dà gran rilievo a cose che, a mio modesto parere, ne potrebbero aver ben meno?

Ma dove sono finite le persone lungimiranti in politica? Perlomeno lungimiranti non per la propria carriera, ma per il paese?

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