la bocca della verita Sito di (tentati) studi politici di Massimo Portolani HOME
 


Solo l'artista pu┌ occuparsi di chi non ce la fa
Secondo la teoria economica ogni individuo agente sul mercato (perch╦ secondo la teoria il tutto ╦ ridotto a livello individuale) agisce per massimizzare la sua utilitř.
E' una sorta di lotta per accaparrarsi quanto possibile e lasciare i cerini accesi in mano altrui, oppure, come ha scritto il grande John Maynard Keynes, riferendosi in particolare al mercato azionario, ╦ una sorta di gioco inglese, detto musical chairs, ove ci sono meno sedie che giocatori, e ove tutti ballano finch╦ dura la musica, ma quando finisce solo i piś svelti riescono a sedersi.
Nei testi contemporanei di economia si vedono i grafici con le curve che rappresentano il prima o il poidi certi eventi, come, ad esempio, una crisi o una riduzione di personale, ma non si vedono i poveracci che rimangono senza lavoro.
Giovanni Verga nella prefazione (rifiutata) della sua opera I Malavoglia, che ogni aspirante economista farebbe bene a leggere (magari insieme a Hard Times di Charles Dickens) ci ricorda che solo l'artista ha diritto ad occuparsi di questi poveracci. Propongo qui di seguito un estratto del testo originale e una mia traduzione in inglese.


"Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l'umanitř per raggiungere la conquista del progresso, ╦ grandioso nel suo risultato, visto nell'insieme, da lontano. Nella luce gloriosa che l'accompagna dileguansi le irrequietudini, le aviditř, l'egoismo, tutte le passioni, tutti i vizi che si trasformano in virtś, tutte le debolezze che aiutano l'immane lavoro, tutte le contraddizioni dal cui attrito sviluppasi la luce della veritř. Il risultato umanitario copre quanto c'╦ di meschino negli interessi particolari che lo producono; li giustifica quasi come mezzi necessari a stimolare l'attivitř dell'individuo cooperante inconscio al beneficio di tutti...solo l'artista travolto anch'esso dalla fiumana, guardandosi intorno, ha il diritto d'interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall'onda per finire piś presto, ai vinti che levano le braccia disperate, e piegano il capo sotto il piede inesorabile dei sopravvegnenti, i vincitori d'oggi, frettolosi anch'essi, avidi anch'essi di arrivare, e che saranno sorpassati domani."

The path, humanity follows towards the pursuit of progress, is great, seen from the distance. Restlessness, avidity, selfishness, passions, vices turned into virtues, all the weaknesses that help this huge activity, all contradictions from whose friction truth arises, all of these vanish in the glorious light of progress. The result covers the petty private interests which produce it; it justifies them as if they were needed to push the individual that incounsciously cooperates for the benefit of all...only the artist, similarly swept away by the flood, looking around, has the right to think of the weak ones that are lost in the way, the tired ones who let the wave come upon them to reach the end faster, the defeated ones that raise their desperate arms and bend their necks beneath the implacable foot of the overtakers: the winners of today, in a hurry as well, eager to succeed, that will be overtaken tomorrow.